In questo Stradario di Livorno sono compresi
i nomi di strade, piazze e luoghi del territorio comunale
di Livorno e la loro storia, sia
di quelli attuali che di quelli non più esistenti.
Toponimi scomparsiIn
questa sezione sono presenti i nomi di strade e piazze
scomparse a causa di demolizioni urbanistiche o per
i bombardamenti della seconda guerra mondiale, e inoltre
i nomi di località di epoca medievale dei quali si
è persa la memoria.
- Aguliana
- attestato
nel 949.
- Amule
- attestato
nel 949.
- Piazza
Anna di Francia duchessa d'Aosta
- era
una piazzetta adiacente alla piazza Grande pre-bellica
e prendeva nome dalla moglie di Amedeo d'Aosta.
Ebbe questo nome dal 1929 al 1946 quando per le distruzioni
della guerra e la successiva ricostruzione, la piazzetta
fu inglobata nell'attuale piazza del Municipio.
In origine si chiamò piazzetta avanti il Bagno
vecchio perché qui c'era l'unica entrata del vecchio
Bagno penale delle galere, costruito nel 1602 sul Bastione della Cera e
demolito per ampliare l'ospedale di Sant'Antonio
fra il 1870 e gli anni successivi. Guarnigione
e prigionieri erano però già stati trasferiti
in Fortezza Vecchia nel 1766,
mentre il bagno da allora in poi fu trasformato
in scuola militare. Successivamente, ma comunque
prima del 1784, si chiamò piazzetta della
Dogana con riferimento al palazzo della Nuova Dogana
costruito qui nel 1647 e nel quale oggi
si trova la Camera di Commercio. Si chiamò anche
piazzetta del Giuoco del Lotto da prima del 1846, perché nell'adiacente palazzo
della dogana si tenne il gioco del lotto fin
da quando fu introdotto a Livorno, nel 1749.
- Arrianna
- attestato
nel 949.
- Via
dei Bacchettoni
- vecchio
nome di parte di Via dell'Angiolo, prendeva nome
da una piccola chiesa retta dalla Compagnia delle
Santissime Stimmate di San Francesco, i cui membri
erano popolarmente chiamati "bacchettoni".
- Piazzetta
dei Barrocci
- era
un largo situato fra via delle Stalle e via del
Porticciolo. Si chiamò anche piazzetta del Porticciolo.
- Trivio
del Bertolla
- punto
di incontro delle tre piccole piazze della Livorno
medievale, vale a dire piazza Vecchia, piazza Galli
Tassi e piazza del Nettuno. Anche questo toponimo
prendeva nome dalla famiglia Bertolla e anch'esso
scomparve con le demolizioni del 1939 (delibera del 27 ottobre
dello stesso anno).
- Blotitiano
- attestato
nel 949.
- Via
del Borgo
- situata
tra via della Biscottiera e via Sant'Antonio, anticamente
si chiamò via dello Stradino della Scala dello
Spedale di Sant'Antonio. La strada era lunga 108
braccia (circa 63 metri) e larga 5,5 (circa 3 metri)
e scomparve con le demolizioni del 1901.
- Via
del Borgo vecchio
- in
origine vicolo Sant'Antonio, poi via del Borgo,
scomparve con le demolizioni del 1901.
- Vicolo
dei Bozzellai
- da
via Sant'Antonio a piazza Galli Tassi. Il nome si
riferisce all'antica presenza di una piccola fabbrica
di bozzelli, una tipo di carrucola.
- Piazza
Buontalenti
- fra
via Cosimo Del Fante e via della Misericordia.
- Scali
del Buon viaggio
- andava
da Piazza Arsenale alla Porta Murata, lungo il Canale
dei francesi. Il nome, antecedente al 1780, deriva dalla vicina chiesa
della Madonnina del buon viaggio.
- Via
della Cala
- era
la strada che andava dalla Porta a Mare al Varatoio,
parallelamente agli Scali Fascetti. Ebbe questo
nome fin da prima del 1392.
- Strada
del Calambrone
- andava
da via del Valessini alle fornaci in località Calambrone,
che a sua volta prendeva nome dal fosso che la attraversava.
Fino al 1570 il fosso si chiamava Calabrone.
- Campo
- attestato
nel 949.
- Canale
dei Francesi
- canale
costruito dai francesi del V Corpo d'Armata nel
1799 per unire la Darsena al cantiere
navale.
- Piazzale
del Cantiere di Porta Murata
- ebbe
questo nome dopo il 1870 e si trovava all'esterno delle
mura in prossimità della Porta Murata. Dal 1965 fino a pochi anni fa il piazzale
fu occupato dal grande edificio della LIPS Italiana.
- Via
del Cappello
- una
delle prime strade di Livorno, esistente già nel
1392, prendeva il nome da un'osteria.
Posta fra piazza della Fortezza vecchia e piazza
di Livorno vecchio, in origine si chiamò via del
Lauro, poi cambiò nome in via
dell'Oro (anch'esso nome di un'osteria) e, verso
il 1660, via del Chiasso d'oro. La
strada è poi scomparsa con le demolizioni del 1937.
- Carbonaia
- attestato
nel 949.
- Casale
Gavini
- attestato
nel 949.
- Casale
Meruli
- attestato
nel 949.
- Via
della Casina
- ebbe
questo da prima del 1828 la strada che andava dal Borgo
dei Cappuccini alla Casina delle ostriche, dalla
quale prendeva il nome la strada. La Casina delle
ostriche, già esistente nel 1619, era un luogo dove i frutti
di mare venivano allevati, venduti e mangiati sul
posto, frequentato spesso da aristocratici. La strada
scomparve nel 1857 in seguito alle operazione
di rettifica del tracciato del Fosso Reale, ma il
riferimento alla casina delle ostriche è passato
in seguito al nome dell'attuale via della Vecchia
casina.
- Castello
Navaretto
- con
questo nome veniva indicata una località situata
lungo il rio Cigna e vicino alla via Pisana. Il
luogo era noto anche come Madonna Luvisa d'Alfonso
del Capraino.
- Spianata
dei Cavalleggeri
- è
l'antico nome dello spiazzo sul quale nel 1927 fu costruita l'attuale Terrazza
Mascagni. Il nome si riferiva al fortilizio, un
tempo qui esistente, presidiato da nove cacciatori
volontari a cavallo adibiti al servizio di difesa
costiera, comandati da un tenente. Il forte fu costruito
nel 1595 e demolito nel
1872, aveva le scuderie
al piano terra e gli alloggi dei cacciatori al primo
piano; nel 1837 la spianata fu
ampliata colmando l'adiacente insenatura detta Cala
dei Cavalleggeri. Dal 1927 al 1943 si chiamò piazzale Costanzo Ciano.
- Il
Cerretini
- localitÃ
posta tra le vie di Montenero e Mondolfi, dove nel
1603 fu costruita la chiesetta detta della Madonna
di mezza via, riedificata nel 1956 dopo le distruzioni
della seconda guerra mondiale.
- Via
della Cinta interna
- era
la strada che correva lungo il lato interno delle
mura costruite nel 1835.
- Via
delle Colombe
- prima
della costruzione della cinta muraria del 1835 questa strada irregolare conduceva
ad alcune ville in Coteto partendo da villa Valsovano
(che si trova ancora oggi tra le vie del Fagiano
e Filippo Venuti). Si chiamava anche via dei Pensieri
(ma era strada diversa dall'odierna via omonima).
Con la costruzione delle mura la via scomparve perché
tagliata in due. Indicazione del 1835: via delle
Colombe o dei Pensieri, presso la villa Valsovano,
avanti la costruzione della nuova cinta potava ad
alcune ville.
- Vicolo
delle Colombe
- si
tratta di un vicolo ancora esistente ma chiuso da
un cancello e quindi non più accessibile. L'entrata
è in Corso Mazzini, nel tratto fra via Ricasoli
e Borgo Cappuccini.
- Via
della Concordia
- è
il nome di una strada che avrebbe dovuto essere
realizzata nell'attuale piazza della Vittoria in
direzione dell'Attias ma che poi non fu costruita.
Anche questo nome, come quelli delle altre strade
della zona, faceva riferimento alla chiesa del Soccorso.
- Strada
o via dei Condotti
- seguiva
il pecorso delle condutture sotterranee dell'acquedotto
costruito nel 1606
e proveniente dalla località di Limone. Fino al
1826 percorreva le attuali via
Sant'Andrea, viale Carducci, via dell'Olmo.
- Via
delle Cucine vecchie
- strada
di ignota ubicazione attestata nel 1696.
- Doccia
- era
il nome di una fontana esistita fin dal 1600 che forniva l'acqua alle navi
del porto. Si trovava presso il Lazzeretto di San
Rocco ed era alimentata dalle fonti di Santa Chiara
e del Fanale.
- Via
della Dogana Vecchia
- in
origine si chiamò via delle Gomene (o Gumine) poi
via del Nettuno e si trovava fra gli scali dei Fascetti
e piazza del Nettuno. In seguito il tratto vicino
a via San Giovani fu chiamato via dello Scalo Regio
e una parte della strada si chiamò via della Vecchia
darsena dal 9 gennaio 1872. La strada scomparve nel 1939 con le ultime demolizioni
edilizie prima dello scoppio della seconda guerra mondiale.
Indicazione del 1791: Via delle Gumine, dalla
piazzetta della Fortezza vecchia a alla piazzetta
della Dogana vecchia: è irregolare e non se ne
può indicare la lunghezza e la larghezza e se ne
indica la superficie che è di braccia quadrate
1600.
- Via
Erbosa
- antica
strada che dal Pontino si congiungeva con l'attuale
via Provinciale pisana. La strada percorreva le
attuali via Solferino e via Mastacchi e il nome
si riferisce al fatto che all'epoca si trovava in
aperta campagna. Indicazione del 1747: tratto della via Erbosa,
dalla via del Fosso Reale di San Marco fino al Riseccoli,
braccia 620... ponte sul Riseccoli passa dalla Bastia
dal cimitero (armeno) alla strada regia Pisana...
braccia 2035.
- Erbuccia
- le
più antiche attestazioni di questo toponimo si
trovano in delibere del Consiglio della ComunitÃ
del 1531 e 1538. La località era situata
sull'attuale via Roma, esattamente in corrispondenza
dell'attuale villa Fabbricotti. Il nome passò a
quello del podere qui esistente, compreso tra la
via Roma attuale, il Rio Maggiore e la via di Salviano,
e appartenente ai fratelli Balbiani. Il toponimo
dette origine anche al cognome Erbucci come è attestato
da altre delibere del XVI e XVII secolo
(Orazio e Vincenzo Erbucci furono gonfalonieri nei
primi decenni del XVII secolo).
- Via
del Falcone
- si
trovava all'incirca al posto dell'attuale galleria
di via Cairoli. Prendeva nome da un'osteria e si
chiamò anche via dell'Annunziatina e poi nel 1784
via Santa Maria,
popolarmente nota come "Santa Maria degli Ebrei".
La via scomparve nel 1925
in seguito alle demolizioni della zona e alla costruzione
del palazzo della Galleria.
- Il
Fanale
- toponimo
anteriore al 1600 che indicava una localitÃ
situata tra l'inizio dell'attuale viale Rosa del
Tirreno e le prime case del tratto di via Roma compreso
tra piazza Matteotti e via Ambrogiana. In questo
punto si trovavano la cappella del Fanale (detta
anche del Castinelli, esistente fino al 1796) e la fonte del Fanale che
insieme a quella di Santa Caterina riforniva la
Doccia. Il toponimo dette poi nome alll'omonimo
sobborgo di Porta Maremmana.
- Scali
dei Fascetti
- dallo
Scalo Regio a piazza Micheli.
- Felciaio
- corrisponde
all'attuale piazza Gavi.
- Fondo
Magno
- attestato
come Fundomangno nel 949.
- Fonte
della Guglia
- era
così chiamata la fonte che si trovava fino al 1884 all'incrocio fra corso Mazzini
e Borgo Cappuccini, per la presenza di una delle
guglie che segnavano il limite della zona non edificabile.
- Fonte
di Santo Stefano
- era
situata in via Provinciale pisana, nei pressi della
chiesa di Santo Stefano. Qui erano i ruderi di un
acquedotto costruito nel 1154.
- Scali
delle Fontine
- scomparsi
nel 1898 con l'interramento del fosso
di viale Caprera.
- Via
delle Formiche
- prese
il nome dall'osteria delle Formicole esistente nel
1745, ma si chiamò anche Viucciola.
Scomparve in parte per la distruzione di alcuni
edifici durante i bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale
e in parte per la costruzione di un garage che chiuse
definitivamente la strada.
- Piazza
Galli Tassi
- sorta
con le demolizioni del 1837 si chiamò inizialmente piazza
San Giovanni, riprendendo il nome dell'adiacente
via San Giovanni. Fu radiata il 27 ottobre 1939 e scomparve con le demolizioni
di quell'anno. La famiglia Galli Tassi finanziò
nel 1862 il vicino ospedale di Sant'Antonio.
- Via
dei Gatti
- indicazione
del 1784: dagli scali San Giovanni
Nepomuceno a via del Consiglio, braccia 61.
- Gigante
- toponimo
attestato fin dal 1686 nel tratto dell'attuale via
Garibaldi compreso fra via Galilei e piazza Barriera
Garibaldi (tratto un tempo indicato come "fra le
due guglie"), precisamente a nord di via della Bastia.
Prendeva nome dall'osteria del Gigante, esistita
fra il 1745 e il 1794.
- Gnurignano
- attestato
nel 949.
- Vicolo
delle Gomene
- anticamente
si chiamò vico di Lauro, poi Malcantone fino al
1578, esisteva già nel 1392 e si trovava di
fronte alla Porta a Mare. In seguito si chiamò
vicolo Sant'Antonio. La strada scomparve con le
demolizioni del 1939. Metteva in comunicazione
piazza del Nettuno con via del Chiasso d'oro (e
in seguito con piazza San Giovanni) e scomparve
in seguito alle demolizioni del 1939. Secondo una vecchia indicazione
andava dalla piazza San Giovanni alla piazza
del Nettuno, lunghezza braccia 25.
- Vicolo
Holt
- era
una breve strada (lunga 522 braccia) che andava
da scali delle Barchette a viale Caprera. Da prima
del 1694 era anonima e veniva indicata
come "stradino senza cartello di nome", in seguito
si chiamò vicolo delle Barchette e scomparve con
i bombardamenti aerei del 1944.
- Piazza
delle Isole
- ne
facevano parte le attuali piazze Giuseppe Emanuele
Modigliani e Benedetto Brin. scomparve in seguito
alla costruzione di edifici.
- Piazzetta
Lavagna
- era
un piazzetta triangolare situata sul retro del Palazzo
dei Tre Leoni (il cui antico proprietario si chiamava
Lavagna), fra via Maggi e scali Olandesi, scomparsa
nel 1965 quando fu costruito un nuovo
edificio.
- Via
dei Lavatoi
- corrisponde
in pratica al tratto di viale Avvalorati (lato fosso)
fra piazza della Repubblica e il ponte dell'Angiolo
(all'altezza di via Ganucci). La strada comunicava
con via San Giovanni Nepomuceno attraverso un arco
adiacente al Teatro degli Avvalorati, ma nel 1920 l'arco fu chiuso. Il tratto
fra via San Giovanni Nepomuceno e via dell'Angiolo
si chiamò scalo del Copertini da prima del 1784 e fece parte di via della
Pera (che comprese anche il tratto di via San Giovanni
Nepomuceno denominato Magazzini delle Mummie, tra
il cavalcavia del Teatro degli Avvalorati e il tratto
scomparso della via dell'Angiolo che si trovava
nell'attuale viale degli Avvalorati; il nome di
via della Pera derivava da quello di un'osteria).
Il nome derivava dai lavatoi pubblici esistenti
nel sotto suolo di via dell'Angiolo e via dei Lavatoi,
davanti alla Fortezza Nuova, fin dal 1739. I lavatoi furono
interrati nel 1960
e la strada scomparve nel 1964.
- Le
Lenze
- localitÃ
situata fra il cimitero inglese (odierno cimitero
valdese) e Borgo Cappuccini, attestata fin dal 1686. La "lenze" erano terreni
terrazzati esistenti in questa zona prima che divensse
una zona edificata.
- Via
delle Lenze
- non
è stata individuata con precisione ma gli antichi
documenti la collocano tra Borgo Cappuccini e Via
del Littorale (attuale Viale Italia).
- Piazzetta
di Livorno vecchio
- esiste
con questo nome da prima del 1660 e si trovava all'incirca in
corrispondenza dell'attuale Palazzo del Portuale.
Quando nel 1837 fu demolito l'edificio situato
fra via del Cappello e lo Stradino fu creata una
piazza di fatto unita alla piazzetta di Livorno
veccho ma con un nome diverso, piazza San Giovanni.
In seguito le due piazze ebbero un'unica denominazione,
piazza Galli Tassi, dal nome del finanziatore del
vicino ospedale di Sant'Antonio. Tutto scomparve
nel 1939
con le demolizioni precedenti alla costruzione del
nuovo Palazzo del Governo (realizzato nel 1942).
- Maglio
o Palla al Maglio
- localitÃ
attestata da prima del 1663 e posta tra via Garibaldi
e l'asse via Galilei-via Palestro. Il nome si riferiva
ad un gioco; qui si trovava una sorgente che alimentava
l'antico acquedotto mediceo.
- Via
dei Magnani
- il
nome si riferiva alle botteghe dei magnani qui presenti. Verso
il 1392
il tratto a monte si chiamò vico del Leone o vico
Lione, poi prima del 1660 si chiamò via Dietro il Bagno,
poi via dei Forni, poi via Cara del Leone; il tratto
verso mare invece si chiamò Vico Nuovo intorno
al 1392 e fu una delle prime strade
del villaggio di Livorno, poi da prima del 1700 via dei Forni regi (o semplicemente
via dei Forni), poi via della Biscotteria e infine
prima del 1784 via del Re David
(dal nome di una locanda). In questo tratto di strada
esistevano i forni da pane e da biscotto che appartenevano
alla Comunità , al Bagno delle Galere e alla marina
da guerra. I forni dovevano essere numerosi perché
sappiamo da una delibera del 1610
che venti di essi erano autorizzati, mediante sorteggio,
a rifornire anche gli ammalati del vicino ospedale
di Sant'Antonio. Questi forni esistevano da prima
del 1600
ed erano chiamati "forni della scaletta" e "forni
della biscotteria delle galere". I forni appartenenti
alla Comunità furono soppressi il 4 febbraio 1776, gli altri pochi anni dopo.
La strada scomparve con le demolizioni degli anni
1901 - 1905.
- Magrignano
- villaggio
altomedievale situato poco a est dell'attuale quartiere
di Coteto. Probabilmente il nome deriva dal gentilizio romano Macrinius, proprietario
del fondo sul quale nacque il villaggio.
- Maria del
Belgio principessa di Piemonte
- era
la parte dell'attuale piazza del Municipio antistante
lo stesso palazzo del Municipio, costruito nel 1720, anno in cui la piazzetta
ricevette il nome di piazzetta della Comunità .
In seguito fece parte della vecchia piazza Grande
fino al 1929 quando fu chiamata piazza
Maria del Belgio principessa di Piemonte. Nel 1946 questo nome fu radiato e la
piazzetta tornò a far parte di piazza Grande e
poi di piazza del Municipio. Da alcune delibere
del 1646 sembra di capire che esistesse
un palazzo della Comunità prima della costruzione
del Municipio; questo palazzo potrebbe essere identificato
con la Casa del Porticciolo, all'incirca sul luogo
dell'attuale Municipio. Anche piazza Cavallotti
talvolta si chiamò piazza della Comunità perché
qui si riunì qualche volta il consiglio comunale
nella spezieria di un tale Grassi.
- Maringnano
- attestato
nel 949.
- Masciana
- attestato
nel 949.
- Via
Medicea
- fu
realizzata nel 1606 con il nome di via della Porta
nuova, poi nel 1765 prese il nome di via Leopolda
e infine il 9 gennaio 1872 fu rinominata via Medicea
in ricordo della dinastia dei Medici. Era lunga 77,5 braccia
e larga 9 e si trovava lungo l'asse centrale di
quella che ora è la via Pietro Tacca. La strada
collegava via delle Gomene a via Sant'Antonio e
scomparve con le demolizioni del 1937-1939.
- Via
di Mezzo
- detta
anche via della Natività (perché qui esisteva
la chiesa della Natività di Maria
costruita nel 1631), in origine era a fondo cieco
con entrata da piazza Anita Garibaldi, poi fino
al 1899 fu unita a via delle Formiche.
Sia la strada che la chiesa scomparvero con i bombardamenti
del 1944. Attualmente il
suo spazio è occupato dai giardinetti di piazza
Anita Garibaldi.
- Il
Moro
- era
il punto terminale della vecchia via del Pantalone
e prendeva nome da un'osteria.
- Via
di Mulinara
- indicazione
del 1816: dalla via Fonda passando
dal luogo detto La Chiesaccia per la tenuta di Collinaia,
porta ai nuovi mulini fabbricati da Pietro Brandi,
al termine della strada che va in Popogna, lunga
2/3 di miglio.
- Muroruto
- attestato
nel 1017.
- Piazza
del Nettuno
- si
chiamò in origine piazzetta avanti la Porta a mare,
dal nome della porta davanti la quale si trovava
la piazza. Poi si chiamò piazza della Dogana vecchia
perché qui si trovava la dogana del castello di
Livorno, costruita da Cosimo I nel 1544,
e piazza del Bertolla perché la famiglia Bertolla
era proprietaria di un grande edificio che si affacciava
su questa piccola piazza del nucleo medievale di
Livorno. Infine si chiamò piazza del Nettuno a
causa di una grande statua marmorea raffigurante
Nettuno che
la famiglia Bertolla fece mettere nel 1789 sulla fontana posta al centro
di questa piazza. In un locale di questa piazza
sarebbe stata aperta la prima sinagoga della città . La piazza
scomparve con le demolizioni "risanatrici" del 1939.
- Oliveto
- attestato
nel 949.
- Olivule
- attestato
nel 949.
- Via
dell'Orto
- la
strada fu così chiamata nel 1660, in riferimento all'orto dei
frati francescani, che ne furono proprietari fino
al 1692 e sul quale fu costruita la
chiesa degli Armeni nel 1697. Nel 1846 la strada fu rinominata via
degli Avvalorati e il nome di via dell'Orto fu assegnato
alla breve strada che da qui andava in via della
Pera. La strada scomparve nel 1964 con la realizzazione del nuovo
viale degli Avvalorati, sul cui lato sud si trovava.
- Largo
della Palla a corda
- si
chiamò così dal 1660 circa il largo situato tra
le attuali vie Santa Fortunata e Buontalenti. Il
nome si riferiva ad un gioco che qui si faceva.
- Pectuli
- attestato
nel 949.
- Piazza
della Pescheria Nuova
- presso
la Corte d'Assise.
- Via
di Pescheria vecchia
- si
chiamò in precedenza via di Pescheria. Indicazione
dell'epoca: dalla piazzetta del Villano al canto
della via Leopolda.
- Via
dei Pesciaioli
- in
precedenza si chiamò via del Pesce e scomparve
nel 1908. Indicazione dell'epoca: da
via di Pescheria vecchia al canto della fonte del
Villano.
- Scali
del Piaggione
- scomparsi
nel 1898 con l'interramento del fosso
di viale Caprera. Prendevano nome dal Piaggione
dei Grani, un grande deposito di granaglie situato
lungo questi scali. Nel 1960 l'ultimo tratto di questi
scali ormai scomparsi ebbe il nome di Erta dei Risicatori.
- Podii
della Bastia
- toponimo
presistente al 1559, situato vicino alla chiesa
di Santo Stefano presso il condotto del Poggio alle
Capanne.
- Piazza
Carlo Poerio
- patriota
(1805
- 1867);
radiata nel 1888
e scomparsa nel 1893
quando vi fu costruita la scuola elementare Antonio
Benci.
- Ponte
alla Bellana o di Bellano
- aveva
questo nome da prima del 1782 e si trovava presso il Mulinaccio
(nei presso dell'attuale largo Bellavista).
- Ponte
di Crocetta
- scomparso
nel 1898 con l'interramento del fosso
di viale Caprera.
- Ponte
del Fedi
- nel
1817
si trovava in corso Mazzini all'incrocio con via
San Carlo.
- Ponte
di Gasperino
- era
il nome con cui era conosciuto l'icrocio fra via
Mentana e corso Amedeo, fin dal 1781.
- Ponte
de' Lami
- piccolo
ponte che si trovava all'incrocio fra corso Amedeo
e via dell'Origine. Aveva questo nome da prima del
1780 perché si trovava sui terreni
della famiglia Lami.
- Ponte
di Porta a Pisa
- era
situato sul lato nord di piazza della Repubblica
e fu demolito nel 1844.
- Ponte
di Santa Lucia
- si
trovava in corrispondenza dell'incrocio delle attuali
via dei Pensieri e viale Italia.
- Porta
del Casone
- era
l'entrata del Casone, la grande caserma che chiudeva
via Cairoli. Attraversata la porta, una rampa conduceva
sul bastione retrostante, anch'esso denominato del
Casone. La porta fu costruita nel 1628 e demolita nel 1828, anno in cui fu costruita
un'altra porta che ufficialmente si chiamò Porta
Leopolda ma che fu chiamata anch'essa Porta del
Casone e che rimase in piedi soltanto per tre anni.
- Porta
della Chiatta
- si
trovava fra la darsena della Torretta e la darsena
interna della Dogana d'acqua. La porta fu chiusa
nel 1870 per l'interramento della darsena
della Torretta.
- Porta
a Mare
- fu
costruita nel 1835 nel punto in cui il canale
dei Lazzeretti attraversava l'attuale piazza Orlando;
fu demolita nel 1890.
- Via
di Porta Murata
- realizzata
nel 1865, metteva in comunicazione
via dei Calafati e via del Molo Mediceo in corripondenza
del ponte girante.
- Porta
dei Navicelli
- si
trovava in corrispondenza dell'attuale ponte di
marmo, all'inizio di via Borra.
- Scali
di Porta TrinitÃ
- situati
tra il ponte omonimo e il ponte di Via della Venezia,
di fronte agli Scali del Piaggione, sul lato sud
dell'attuale viale Caprera, verso la Fortezza Vecchia.
Scomparvero nel 1898 con l'interramento del fosso
e la costruzione di Viale Caprera. Prendevano nome
dalla porta costruita nel 1676
e demolita nel 1844.
- Porta
a Terra
- fu
aperta nelle mura pisane del 1392 e aveva forma triangolare.
Si trovava al termine di via San Giovanni, fra le
attuali Camera di Commercio e Banca d'Italia.
- Via
del Pozzetto
- è
il vecchio nome di un tratto dell'attuale via del
Tempio, compreso fra via Piave e via Reale. Esisteva
già nel 1784 e scomparve in seguito ai
bombardamenti della seconda guerra mondiale.
- Puliano
- attestato
nel 949.
- Strada
di Quarata
- andava
dal Gabbro al santuario di Montenero e prendeva
nome da una località che nel 1606 era così indicata: tenuta
botri e valli, vi è un castello rovonato di Quarata;
confina con Cafaggio e botro Quarata. L'esistenza
di questa strada è attesata fino al 1774 quando fu chiusa
e riaperta.
- Vicolo
Quaratesi
- da
via San Giovanni a via Sant'Antonio. Esisteva da
prima del 1784 e scomparve con
le demolizioni del 1908. Si chiamò in origine via
dei Quaratesi (anziché vicolo), dal nome dalla
famiglia proprietaria degli immobili, ma si chiamò
anche stradino di Sant'Antonio, vico del Settino
verso il 1392
e vicolo di Borgo.
- Via
Remota
- era
una breve strada che andava da via delle Commedie
a via del Mulino a vento e aveva questo nome da
prima del 1781. Scomparve nel 1952 in seguito alla demolizione
di alcuni edifici danneggiati dai bombardamenti
aerei della seconda guerra mondiale
e alla ricostruzione in posizione leggermente diversa
dei nuovi palazzi. Il nome alludeva alla posizione
della strada, nascosta nell'angolo più "remoto"
del rione del Mulino a vento, addossata alle antiche
mura. Omonima di una strada di Montenero.
- Rio
Maiore
- attestato
nel 949.
- Riutta
- attestato
nel 949.
- Via
della Rosa bianca
- esisteva
da prima del 1660 e prendeva nome da un'osteria
che a sua volta derivava dal nome di una delle 12
compagnie del presidio militare. Qui era presente
dal 1757 la chiesa
greca ortodossa (che venne soprannominata chiesa
della Rosa Bianca), la prima mai costruita in tutta
l'Europa occidentale. Con le demolizioni effettuate
fra il 1901 e il 1908, la chiesa fu isolata dagli
edifici circostanti e inclusa nel giardino dell'ospedale
di Sant'Antonio. Fu definitivamente demolita nel
1942 per far posto al nuovo palazzo
del governo. Il tratto che fiancheggiava il Bagno
penale e sboccava in via delle Carceri si chiamò
via Dietro il Bagno già nel 1660. La strada scomparve con le
demolizioni del 1901.
- Rota
- attestato
nel 949.
- Sala
Regi
- attestato
nel 949.
- Via
del Salcio
- fiancheggiava
il lato nord-est della chiesa del Soccorso e scomparve
nel 1889
quando fu realizzata l'attuale piazza della Vittoria.
Il nome si riferiva alla presenza di un salice.
- Sampieri
- era
il nome dell'isolato che si trovava tra via Fiume
e le scomparse via del Pesce e Pescheria vecchia.
Era anche il nome di un podere ad Antignano, nella
località Il Giardino, dove si trovava una sorgente
che forniva l'acqua al villaggio fin dal XVII secolo.
- Sancta
Iulia
- attestato
nel 949.
- Sancto
Quirico
- attestato
nel 949.
- Via
o scali San Giovanni Nepomuceno
- sboccava
in via del Consiglio e in via dell'Orto. Scomparve
durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale
e fu inglobata nel nuovo viale degli Avvalorati
del dopoguerra. Aveva questo nome perché la statua
di questo santo si trova dal 1739 sul ponte qui esistente. Prima
del 1784
si chiamarono scali del Ponte della Madonna. Il
tratto di via della Madonna posto fra viale degli
Avvalorati e il ponte dei Domenicani si chiamò
via del Ponte di San Giovanni Nepomuceno.
- Via
San Martino
- era
una traversa dell'attuale via Cairoli e fiancheggiava
il retro della Sinagoga, infatti si chiamava in
origine via Dietro la Scuola. Scomparve con le demolizioni
del 1866 e del 1919. L'ingresso da via Cairoli
era situato in corrispondenza dell'attuale palazzo
delle Poste Centrali.
- Via
San Michele
- collegava
via Roma e via dei Pensieri e arrivava fino a Salviano.
La strada prendeva nome dalla piccola chiesa qui
costruita nel 1703 e scomparve nel 1888, in seguito alla
costruzione dell'ultima cinta muraria.
- Santa
Chiara
- zona
approssimativamente compresa tra le attuali via
Verdi (lato Borgo Cappuccini) e via dei Carrozzieri;
in questa zona esisteva una fonte che alimentava
tramite un condotto la Doccia del Lazzeretto di
San Rocco.
- Via
Sant'Anna
- scomparsa
nel 1944, prese nome dalla chiesa qui
costruita nel 1631
e demolita nel 1905. Indicazione del 1721: dalla piazzetta
del Luogo Pio alla via delle Formiche, braccia 122.
- Piazza
Sant'Antonio
- in
origine si chiamò piazzetta e poi piazza Vecchia
ed è probabile che si sia formata con la costruzione
della chiesa di Sant'Antonio e dell'ospedale anch'esso
intitolato a Sant'Antonio, la cui esistenza è attestata
fin dal 1287. Accanto alla chiesa
fu costruita nel 1502 la caserma dei Lanzi.
- Via
Sant'Antonio
- sboccava
in via San Giovanni e piazza del Villano. Era divisa
in due tratti da piazza Vecchia, dei quali il primo
tratto si chiamò anche via della Pescheria e costeggiava
il Bastione del Villano. Il 4 settembre 1685 avvenne in questa strada un
attentato alla vita del governatore Alessandro Del
Borro per mano del conte francese Giovanni Bogito
di Mamber, il quale era stato da lui rimproverato
per le sue prepotenze. Del Borro si salvò mentre
Bogito, ferito, venne arrestato e decapitato il
22 settembre nell'attuale
Piazza Grande, di fronte al Duomo. Il tratto fra
piazza Vecchia e piazzetta del Villano si chiamò
via della Rocca vecchia, via della Pescheria e via
della Pescheria vecchia. La Rocca vecchia (o Bastione
del Villano) era di origine molto antica e fu demolita
nel 1606; probabilmente fu chiamata
"vecchia" quando fu costruita la Rocca nuova, poi
inglobata nella Fortezza vecchia. Si trovava davanti
alla Darsena, all'incirca in corrispondenza dell'attuale
palazzo dell'INPS. Il tratto della strada fra
via San Giovanni e piazza Vecchia si chiamò via
Santa Giulina perché al numero 5 c'era un oratorio
con questo nome, poi ridotto a magazzino, realizzato
nei locali di un vecchio edificio dopo la demolizione
nel XVI secolo dell'antica chiesa
di Santa Maria e Giulia che si trovava nella vicina
piazza della Fortezza Vecchia, in corrispondenza
dell'attuale comando provinciale della Guardia di Finanza.
- Scali
delle Saponiere
- si
chiamavano così da prima del 1784 con riferimento a fabbriche
di sapone che qui esistevano. In origine si chiamarono
scali delle Case Pie e poi scali delle Bilance, dal nome di un tipo
di barca da pesca. Scomparvero nel 1898 con l'interramento del fosso
e la realizzazione di viale Caprera.
- Via
del Sassetto
- da
via del Mulino a Vento a via delle Commedie, intorno
al 1784 si chiamò via del Mulino
a Vento. La strada era lunga 57 metri. Ebbe questo
nome da prima del 1784 in riferimento
all'osteria del Sasso che qui esisteva già dal
1739. In precedenza si era chiamata
via dello Scoglietto (altro nome di osteria) e via
del Bastione del Mulino a vento (perchè conduceva
in cima a questo bastione). Nel 1952 la strada scomparve in seguito
alla demolizione e ricostruzione degli edifici della
zona, già danneggiati dai bombardamenti aerei della
seconda guerra mondiale.
- Via
della Scala
- strada
della Livorno medievale, già esistente nel 1392, che si trovava fra via della
Biscotteria e via Sant'Antonio. Prendeva nome dalla
scala con la quale si accedeva all'ospedale di Sant'Antonio.
Si chiamò anche stradino della Scala dello Spedale
di Sant'Antonio, via del Borgo e Borgo vecchio.
Scomparve in seguito alle demolizioni del 1901.
- Via
dello Scalo Regio
- da
via San Giovanni a piazza del Nettuno. Detta anche
via della Cala. Si chiamò così dal 1837 dal nome dello scalo dove
i granduchi si imbarcavano. In origine si chiamò
via dei Quartieri di Porta nuova poi dal 1784
via delle Gumine (cioè Gomene). La strada e il
nome sono scomparsi a seguito delle demolizioni,
ma sono sopravvissuti i due pilastri che individuano
lo "scalo regio" vero e proprio (attualmente in
piazza della Fortezza vecchia, ai piedi del nuovo
ponte di Santa Trinità ).
- Via
del Sette
- da
via dell'Angiolo a via delle Galere, girava attorno
all'attuale cinema Gragnani. Parte della strada
esiste ancora ma è chiusa da un cancello. Era detta
anche Settino dei Greci, perché aveva la forma
di un 7 e si trovava dietro la chiesa dei Greci Uniti.
- Setteri
- attestato
come Sectari nel 949 e come Septere nel 1017.
- Sobborgo
del Casone
- o
Sobborgo di Porta Nuova era il quartiere formatosi
nel 1828 dopo la costruzione della
Porta Nuova nel Bastione del Casone e l'allungamento
di via Cairoli nell'attuale via Ricasoli. La porta
Nuova fu demolita dopo soli tre anni.
- Via
degli Spalti
- era
una lunga strada che si estendeva lungo gli "spalti",
ovvero le mura che proteggevano il Fosso Reale sul
lato esterno alla città . Nel corso del tempo la
strada fu rettificata, spezzettata e i vari tratti
assunsero nomi propri: ne fecero parte le attuali
via Crimea, piazza Santi Pietro e Paolo, via dell'Indipendenza,
via Maggi e via Mentana.
- Via
delle Spighe
- da
prima del 1843 univa Borgo dei Cappuccini,
Borgo San Jacopo e corso Mazzini. Nel 1949 fu divisa tra via Corcos e
via Micheli.
- Stradino
- collegava
piazzetta della Dogana vecchia al Chiasso d'oro.
Era lunga solo 20 braccia (circa 11 metri) e larga
5 (circa 3 metri).
- Via
Suburbana o strada Suburbana
- era
la lunga strada che percorreva il lato esterno delle
mura cittadine (circuito del 1888). Nel corso del tempo i vari
segmenti hanno assunto un nome proprio e precisamente:
via della Cinta esterna, via Mastacchi, viale Ippolito
Nievo, viale Alfieri, viale Mameli, viale Petrarca,
viale Boccaccio, viale Nazario Sauro.
- Tecgla
- attestato
nel 949.
- Tepotitionaia
- attestato
nel 949.
- Via
Terreni
- strada
che univa l'attuale piazza Due giugno a via Garibaldi.
Fino al 1872 si chiamò via
San Giuseppe, poi il 9 gennaio 1872 fu chiamata
via Terreni, in ricordo di due pittori, i fratelli
Terreni. Il 17 dicembre
1923
fu ceduta alla Scuola Industriale e radiata.
- Via
del Traforo
- andava
da piazza Cavallotti a via dell'Olio, cioè al tratto
scomparso di via dei Cavalieri che sboccava in piazza
Grande attraverso un passaggio coperto ("traforo")
che dette il nome alla strada. Via del Traforo esisteva
con questo nome da prima del 1784, ma in precedenza si chiamò
Viucciola e per un certo periodo fece parte di via
dell'Olio.
- Tre
palazzi
- nome
dell'edificio costruito nel 1708 al posto dell'antico porticciolo
dei Genovesi del 1412. L'edificio scomparve durante
la seconda guerra mondiale
e al suo posto fu edificato il palazzo degli uffici
comunali.
- Tribio
Alduli
- (1017)
- Via
Tronca
- si
trovava nel vecchio Borgo dei Greci a San Jacopo,
fra le attuali via del Moro e via Sant'Agostino.
- Via
del Valessini
- esisteva
da prima del 1791 e andava da via Palestro alla
via del Calambrone.
- Varatoio
- era
lo spazio dove venivano varati i vascelli e si trovava
davanti all'antica Porta a Mare, all'incirca davanti
all'attuale Palazzo del Portuale. Aveva questo nome
fin da prima del 1392.
- Piazza
Vecchia
- in
origine si chiamò piazza Centrale, poi dal 9 gennaio 1872 si chiamò piazza Vecchia.
Esisteva già nel 1392 ed era una delle prime piazze
del villaggio medievale di Livorno, insieme al Varatoio
e piazza Sant'Antonio. Collegava via Sant'Antonio
a piazza del Nettuno.
- Borgo
Vecchio
- da
via Magnani a via Sant'Antonio.
- Villamangna
- attestato
nel 949.
- Piazza
del Villano
- si
trovava tra le attuali via Fiume e via Tellini e
prendeva nome dallo scomparso Bastione del Villano
(detto anche Piaggioncino o Bastione di Porta Nuova;
si trovava tra l'attuale via Fiume e la Darsena)
e dalla Fontana del Villano, che nel nome ricordavano
i villici livornesi difensori di Livorno e del suo
castello durante l'assedio delle truppe dell'imperatore
Massimiliano
nel 1496.
La statua del Villano era opera di Romolo del Tadda ed
è scomparsa verso la metà del XVII secolo. Ebbe questo
nome nel 1784
e in precedenza si chiamò piazzetta della Pescheria
Vecchia, perché qui aveva sede il vecchio mercato
del pesce.
- Villa
Pititienna
- attestato
nel 949.
- Vicolo
Vincenti
- in
origine vicolo del Luogo Pio, era una breve strada
che dal viale Caprera conduceva alla piazza del
Luogo Pio. Aveva questo nome dal 1872 in riferimento
al capitano Francesco Vincenti (1738 - 1804), comandante del Lazzeretto
di San Rocco. Scomparve nel 1951 con la demolizione di edifici
danneggiati nel 1944 e il suo spazio fa parte dell'attuale
piazza del Luogo Pio.
- Waralda
- è
il nome altomedievale, di origine longobarda, dell'odierno
rione di Fiorentina. La località è descritta nei
documenti dell'epoca come situata fra la Terra
Comitorum ("Terra dei Conti", cioè dei Ghisolfingi
conti di Pisa), il rivus Waralda, il rivus
Molinarius ("rio dei molini", presso l'attuale
Piazza Garibaldi) e il rivus Sulculus ("piccolo
solco", poi chiamato Riseccoli, l'attuale via Galileo
Galilei). In questa località si sarebbe trovata
la pieve di Santa Giulia di Porto Pisano, distrutta
nel 1268 dai soldati di Carlo d'Angiò. Il nome
è attestato come Vuaralda nel 1017 e in seguito
come Guaralda.
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