Dopo le distruzioni subite nel corso della seconda guerra
mondiale e le successive mutilazioni inflitte alla città
con la ricostruzione, Livorno ha perso gran parte del
suo retaggio storico, anche se resistono vestigia delle
sue varie fasi: in particolare la struttura del centro
cittadino, un pentagono fortificato costruito secondo
i criteri della città ideale del Cinquecento. Numerose
poi sono le chiese, i templi ed i cimiteri di diverse
confessioni religiose, simbolo di un perfetto connubio
di razze e popolazioni diverse, che hanno influito notevolmente
nella cultura cittadina. Questo spirito di reciproca tolleranza,
unito in passato alla politica illuminata dei granduchi
di Toscana, creò infatti un'intensa attività
culturale. Importanti librerie e prestigiosi teatri animavano
la vita della città: qui ad esempio fu pubblicata
l'edizione italiana dell'Encyclopédie, mentre numerosi
letterati, come Tobias Smollet o Carlo Goldoni, soggiornarono
nelle amene località intorno a Livorno. Grandi
opere d'architettura di pubblica utilità sorsero
poi nella prima metà dell'Ottocento, quando la
città iniziò ad affermare una vocazione
turistica che porterà all'apertura di molti stabilimenti
balneari in cui ancor oggi si avvertono gli echi di una
lontana Belle Epoque.
Piazze e strade principali
Lungomare
La passeggiata a mare labronica fu realizzata a partire
dagli anni trenta dell'Ottocento, quando importanti palazzi
e stabilimenti balneari sorsero lungo la costa compresa
tra il porto e l'allora borgo di Ardenza. Col nuovo secolo
il viale a mare fu prolungato fino ad Antignano; negli
anni venti occorre ricordare la costruzione della Terrazza
Mascagni, un vasto belvedere sul mare.
Piazza Attias
Si apre nel centro della città ottocentesca, nei
pressi della chiesa di Santa Maria del Soccorso e del
Teatro Goldoni; è una piazza di realizzazione recente,
sorta negli anni settanta del XX secolo nell'area un tempo
occupata dalla Villa Attias.
Piazza Cavour
Fu realizzata nei pressi del Fosso Reale nella prima metà
dell'Ottocento, a seguito del piano di urbanizzazione
proposto da Luigi de Cambray Digny. Qui, nel 1871, venne
innalzato il monumento a Camillo Benso Conte di Cavour,
opera dello scultore labronico Vincenzo Cerri.
Piazza della Repubblica
Questa vasta piazza funge da collegamento tra la città
pentagonale del Buontalenti e quelli che furono i sobborghi
ottocenteschi della città di Livorno. Fu realizzata
intorno al 1840 convogliando il Fosso Reale all'interno
di una galleria lunga oltre 200 metri, caratteristica
che per alcuni pone la piazza come il ponte più
largo d'Europa. Al livello del piano stradale si trovano
le statue dei granduchi lorenesi Ferdinando III e di Leopoldo
II.
Piazza Grande
Ubicata nel cuore della città pentagonale, in origine
era una vasta piazza sulla quale si affacciavano i più
importanti edifici della vita cittadina, quali il Duomo
e il Palazzo Comunale. Distrutta durante la seconda guerra
mondiale, è stata completamente stravolta durante
la successiva ricostruzione.
Piazza Guerrazzi
Posta lungo la via Grande, è una piazza le cui
origini sono antecedenti alla costruzione della città
fortificata del Buontalenti. Peraltro, ai margini della
piazza si trovava la chiesa di Santa Barbara che inglobava
una cappella, dedicata a Santa Giulia, costruita in epoca
medioevale.
Terrazza Mascagni
È il cuore della passeggiata a mare labronica e
sorge nell'area un tempo occupata dal Forte dei Cavalleggeri.
Si tratta di un belvedere delimitato verso il mare da
una sinuosa balaustra composta da 4.100 eleganti colonnine.
La sua costruzione fu portata a termine ne 1928 dopo tre
anni di lavori.
Via Cairoli
Posta alle spalle del Duomo, deve la sua importanza alla
presenza di numerosi edifici che, costruiti nei primi
decenni del Novecento, le hanno conferito un aspetto austero
e solenne. La strada è un esempio degli sventramenti
subiti dalla città negli anni compresi tra le due
guerre mondiali.
Acquedotti
Acquedotto Leopoldino
È un acquedotto cominciato sul finire del Settecento
per alimentare la città. Le condotte, originandosi
dalle sorgenti di Colognole, raggiungono Livorno dopo
un percorso di diciotto chilometri incastonati tra le
meravigliose colline che costituiscono il sistema dei
Monti Livornesi. È gestito da ASA.
Cisternino di città
Progettato da Pasquale Poccianti per rifornire d'acqua
il centro cittadino, è ubicato all'imbocco di via
Grande, nell'area un tempo occupata dalle fortificazioni.
In realtà questa cisterna non entrò mai
in funzione e ha ospitato, dal dopoguerra la Casa della
Cultura.
Cisternino di Pian di Rota
È un serbatoio neoclassico posto lungo il tracciato
dell'Acquedotto Leopoldino e destinato alla depurazione
e all'accumolo delle acque; il progetto si deve a Pasquale
Poccianti che lo completò nel 1852. Alla fine dell'Ottocento
fu distaccato dalla rete idrica cittadina.
Cisternone
È un monumentale serbatoio ancor oggi funzionante
e posto ai margini della città ottocentesca, lungo
il viale Carducci. Fu progettato dal Poccianti ed innalzato
tra il 1829 ed il 1842. È tra i migliori esempi
di architettura neoclassica realizzati in Italia.
Cimiteri monumentali
Cimitero degli inglesi
di via Pera
Cimitero comunale dei Lupi
Sorge a nord della città e fu realizzato nei primi
anni dell'Ottocento. Contiene edifici di forme neoclassiche
schermati da ampi porticati.
Cimitero della Purificazione
Si incontra sulla via che dal centro di Livorno porta
verso Ardenza. Fu aperto nel 1859 e qui si trovano le
tombe di importanti famiglie livornesi, come quella Fabbricotti.
Cimitero della Misericordia
È adiacente a quello della Purificazione e fu aperto
nel 1843, sebbene alcuni ampliamenti furono eseguiti nella
seconda metà dell'Ottocento ad opera di Dario Giacomelli.
Qui si trova la tomba di Pietro Mascagni.
Famedio
Ubicato sul colle di Montenero, dinnanzi il santuario
mariano, si tratta di una sorta di Pantheon dove sono
sepolti livornesi illustri quali Giovanni Fattori e Francesco
Domenico Guerrazzi.
Cimiteri ebraici
Gli unici giunti fino ai giorni nostri sono il Cimitero
degli Ebrei di viale Ippolito Nievo (non più utilizzato
e semiabbandonato) e quello prossimo al Cimitero comunale
dei Lupi, ancora utilizzato.
Cimitero degli Inglesi di via Verdi
Tra i primi luoghi di sepoltura protestanti in Italia,
custodisce la tomba di Tobias Smollet. Si trova nei pressi
della chiesa di San Giorgio, già luogo di culto
della comunità anglicana.
Cimitero degli Inglesi di via Pera
Sorto nell'Ottocento su disegno di Angiolo della Valle,
è un piccolo lotto di terreno cinto da un alto
muro e aperto da un pronao classicheggiante.
Cimitero greco-ortodosso di via Mastacchi
Aperto intorno al 1840, ospita al suo interno la cappella
della Dormizione di Maria, l'attuale sede delle celebrazioni
religiose ortodosse dopo la distruzione della settecentesca
chiesa della Santissima Trinità.
Cimitero della Congregazione Olandese Alemanna
È adiacente a quello greco-ortodosso e fu realizzato
in sostituzione del più antico cimitero protestante
detto Giardino degli Olandesi. Qui si trovano le tombe
delle famiglie Mayer e Kotzian.
Cimitero degli Armeni
Oggi scomparso, insieme a gran parte della chiesa nazionale,
si trovava non distante dal cimitero greco ed olandese.
La sua presenza è testimoniata da due grossi pilastri
che un tempo fiancheggiavano il cancello d'entrata.
Luoghi di culto
Duomo
Dedicato a San Francesco, fu iniziato alla fine del Cinquecento
su progetto di Alessandro Pieroni. Successivamente fu
ampliato con l'aggiunta di due cappelle laterali. Da segnalare
il pregevole soffitto ligneo intagliato, andato perduto
nel corso dell'ultima guerra mondiale, a seguito della
quasi totale distruzione della chiesa.
Chiesa di San Ferdinando
Iniziata nel 1707 su progetto di Giovan Battista Foggini,
fu conclusa nel 1716; in stile barocco, con una facciata
incompleta, presenta una pianta a croce latina. Notevole
il gruppo scultoreo conservato presso l'altare e opera
di Giovanni Baratta, che rappresenta la liberazione degli
schiavi. La chiesa era affidata all'ordine dei Trinitari.
Chiesa di Santa Caterina
Iniziata nel 1720 su progetto di Giovanni del Fantasia,
fu consacrata nel 1755. A pianta ottagonale, la chiesa
è caratterizzata da una grande cupola, alta 63
metri e ridotta all'aspetto di torrione a causa di problemi
di natura statica. All'interno si può ammirare
un notevole dipinto ad olio del Vasari.
Chiesa di Santa Maria del Soccorso
Fu costruita su progetto di Gaetano Gherardi a seguito
della violenta epidemia di colera che nel 1835 causò
oltre mille morti in città. Si tratta della più
grande chiesa di Livorno (90 metri di lunghezza): la facciata
è caratterizzata da tre finestre semicircolari,
mentre l'interno, a croce latina, è suddiviso in
tre navate, con una piccola cupola al transetto.
Santuario di Montenero
Il colle di Montenero, fin dalla prima metà del
XIV secolo è meta di pellegrinaggi. L'attuale santuario
risale al XVIII secolo ed al suo interno sono custoditi
un numero rilevante di ex-voto. Sulla piazza antistante,
sotto un loggiato, sono situate alcune tombe di livornesi
illustri, come Francesco Domenico Guerrazzi e Giovanni
Fattori.
Chiesa armena di San Gregorio Illuminatore
Fu costruita nei primi anni del Settecento. Danneggiata
durante la seconda guerra mondiale, fu abbattuta durante
la ricostruzione del centro cittadino. Oggi resta solo
la facciata, mentre alcuni resti delle decorazioni interne
sono abbandonati nel giardino pubblico di Villa Fabbricotti.
Chiesa di San Giorgio già anglicana
Sorta come chiesa anglicana, fu progettata da Angiolo
della Valle e consacrata nel 1844. Di gusto neoclassico,
presenta una facciata ornata da un portico sormontato
da un frontone. Nel dopoguerra è stata restaurata
e consacrata al culto cattolico.
Chiesa dei Greci Uniti
Fu costruita nei primi anni del Seicento e intitolata
alla Santissima Annunziata. È stata la chiesa nazionale
dei greci che prestavano il loro servizio sulle navi dell'Ordine
di Santo Stefano. Semidistrutta durante la seconda guerra
mondiale, è sopravvissuta pressoché intatta
la facciata settecentesca. L'interno, ricostruito, ospita
una preziosa iconostasi.
Chiesa greco-ortodossa della Santissima Trinità
Non più esistente, era stata inaugurata nel 1760
come la prima chiesa acattolica della Toscana. Fu demolita
durante la costruzione del Palazzo del Governo, mentre
i suoi arredi oggi si trovano nella cappella del Cimitero
greco-ortodosso di via Mastacchi.
Chiesa valdese
In stile neogotico, fu costruita intorno alla metà
dell'Ottocento e fu sede, fino ai primi anni del Novecento,
della chiesa Presbiteriana Scozzese. Al fine di non turbare
il clero cattolico, fu imposto al progettista di realizzare
un edificio simile ad un palazzo, comprendente anche gli
alloggi pastorali.
Sinagoga ebraica
L'antica sinagoga seicentesca, una della più grandi
d'Europa, fu gravemente danneggiata nel corso dell'ultima
guerra mondiale. Per volontà della comunità
ebraica fu deciso di abbattere gli antichi resti e di
costruire una nuova sinagoga, inaugurata nel 1962 e che
nelle sue forme architettoniche richiama la Grande Tenda
nella quale veniva custodita l'Arca dell'Alleanza.
Tempio della Congregazione Olandese Alemanna
Questa chiesa protestante, fu costruita in stile neogotico
tra il 1862 e il 1864 su progetto dell'architetto Dario
Giacomelli. La facciata è ornata da tre rosoni
e finestre bifore, mentre l'interno presenta un'aula a
pianta rettangolare aperta da finestre ogivali e una tribuna
posta sopra il vestibolo d'ingresso. La chiesa è
da anni in stato di completo abbandono.
I Monumenti
Mausoleo di Ciano
È ciò che resta del mausoleo voluto dal
regime fascista per il gerarca livornese Costanzo Ciano,
deceduto nel 1939. È ubicato presso il colle di
Montenero, dal quale si ha una splendida vista su Livorno,
alcune isole dell'Arcipelago toscano e la Corsica.
Monumento a Ferdinando I detto dei Quattro mori
È uno dei simboli della città. È
composto da un piedistallo sul quale si erge la statua
marmorea del granduca Ferdinando I de' Medici (Giovanni
Bandini, 1595) e, alla base, da quattro statue in bronzo
(Pietro Tacca, 1623-1626) che raffigurano dei pirati in
catene. Si innalza in prossimità della Fortezza
Vecchia e avrebbe dovuto essere ornato con due fontane
con mostri marini che oggi si trovano in piazza della
Santissima Annunziata a Firenze.
I Palazzi
Bottini dell'olio
Questo antico magazzino per la consevazione dell'olio
si trova nel quartiere della Venezia Nuova e il nucleo
originario risale al 1705. Oggi ospita numerose esposizioni,
mentre il piano superiore è una sede, assieme ad
altri edifici cittadini, della Biblioteca Labronica.
Casini d'Ardenza
Nell'Ottocento erano un'elegante struttura ricettiva suddivisa
in numerosi appartamenti. Il progetto si deve a Giuseppe
Cappellini, che per alcuni si ispirò al Crescent
di Bath.
Complesso "A. Gherardesca"
Costruito intorno alla metà dell'Ottocento, in
origine era un ricovero per poveri; fu progettato da Alessandro
Gherardesca e completato da Angiolo della Valle. Oggi,
proprietà della Provincia, ospita alcune istituzioni
scolastiche e culturali.
Grattacielo di piazza Matteotti
Con i suoi 91 metri è l'edificio più alto
di Livorno e rappresenta una delle architetture più
significative del Novecento. È stato progettato
negli anni cinquanta dal celebre Giovanni Michelucci su
incarico del Ministero del Tesoro. Sorge a poca distanza
dalla Villa Fabbricotti.
Hotel Palazzo
Si tratta di un grande e lussoso albergo ubicato davanti
alla Terrazza Mascagni e caratterizzato da una imponente
facciata sormontata da due caratteristiche torrette. Fu
costruito nella seconda metà del XIX secolo per
volontà di Bernardo Fabbricotti, già proprietario
dell'omonima villa livornese.
Palazzo de Larderel
È il più sontuoso palazzo cittadino. Ubicato
sulla via omonima, fu residenza della importante famiglia
de Larderel. In origine era costituito da alcune palazzine
isolate che furono unite intorno alla metà dell'Ottocento
dietro ad una monumentale facciata, caratterizzata da
un raffinato timpano riccamente decorato.
Palazzo delle Colonne di marmo
È uno dei più eleganti palazzi della Venezia
Nuova, caratterizzato da numerose decorazioni in marmo.
Fu eretto su disegno di Giovan Battista Foggini per conto
della famiglia Gamberini; successivamente, nei primi anni
del Novecento fu annesso all'adiacento Palazzo del Monte
di pietà.
Palazzo Grande
Si trova al centro di piazza Grande, dove fu costruito
nell'immediato dopoguerra. Progettato da Luigi Vagnetti,
è costituito da due corpi di fabbrica distinti,
collegati tra loro per mezzo di una galleria coperta.
Da molti ritenuto il simbolo della scellerata ricostruzione
cittadina, il Palazzo presenta tuttavia elementi architettonici
di rilievo.
Palazzo Maurogordato
Edificato su progetto di Giuseppe Cappellini intorno alla
metà dell'Ottocento, è ubicato lungo il
Fosso Reale. Con la sua mole severa ed imponente, impostata
su un basamento di bugnato, richiama l'architettura degli
antichi palazzi fiorentini.