|
TOLLERANZA
ZERO!
"Intervista"
a 136 nostri concittadini
di
Fabio Marcaccini
Avevamo
iniziato l’avventura della nostra rivista con un paio
di editoriali intrisi della storia, quella storia che ha dato
vita alla nostra città. Così iniziava il nostro
n. ZERO: .....ma soprattutto da grandi innamorati di questa
Città Ideale, come la chiamavano i Medici. Una
città che si merita molto anche se non lo sa. Ecco,
noi vogliamo dirglielo a Ferdinandone di porto, come era chiamato
un tempo il granduca che sovrasta i Quattro Mori. Vogliamo
dirlo a Morgiano ed Alì, a tutti i pirati e discendenti
di pirati che popolano o hanno popolato Livorno. Nel nostro,
vostro Dna arde da sempre il principio degli uomini liberi.
Tolleranti.
Che non hanno mai sopportato imposizioni e soprusi. Che hanno
pagato a caro prezzo ogni loro ribellione. E nel nome di quella
libertà vogliamo fare informazione, far conoscere passato
e presente, dalla cronaca spicciola alle storie più
antiche ed anche oscure...
Nella seconda nostra uscita l’editoriale del direttore
riportava:
…per noi, onesti professionisti da anni del mondo della
comunicazione, il sogno è creare un qualcosa di bello,
dar voce ad una città che ha tanto e può offrire
tanto.
Parliamone dei nostri progetti, usciamo da quel limbo nel
quale molti ritengono che la città ristagni da anni.
Fuori le idee, i progetti. Parliamone insieme. Le nostre pagine
sono a disposizione di tutti gli uomini di buona volontà
che parlano nel nome della libertà, dell'amicizia e
della tolleranza. Gli stessi principi delle leggi livornine
e anche della carta dei diritti del cittadino scritta dai
padri degli Stati Uniti. Un paragone azzardato? No, no. Carta
canta. E nel prossimo numero ve ne daremo le prove. Per ora
godetevi la lettura in compagnia del nostro nuovo collaboratore:
il Quintomoro. Chi è il Quintomoro? Ma è quello
che ha contribuito a creare la città, quello libero
nel corpo e nella mente. Il nostro spirito. Ed anche quello
dei veri livornesi...
Libertà... Tolleranza. Parole che si ripetono e certamente
non per essere ripetitivi ma piuttosto per sottolineare certi
concetti.. Ma oggi che è rimasto del sogno
dei Medici? A che punto sono la città ideale e i suoi
cittadini liberi? Una mattina scendi per andare a lavoro e
come al solito butti un’occhiata alle locandina esposta
alla edicola di fronte a casa e, tra le rassegne stampa dei
giornali che riportano la cronaca locale, leggi: Viale Italia:
da stasera TOLLERANZA ZERO. Più controlli dei vigili
su traffico e baracchine. Sul momento non connetti ancora,
stanco della giornata precedente trascorsa a lavorare come
al solito. Ti fermi al solito bar per il solito caffé
che ti scuote definitivamente per attivarti al nuovo
giorno e, come un radar, inizi a carpire i commenti della
gente che fa colazione, sfogliando la cronaca.
Vai, ci risiamo. Come tutti gli anni si riattacca con le multe.
Perché quando avevano smesso? ...i vigili gli ausiliari
del traffico. Tolleranza, tolleranza e della tolleranza che
dobbiamo avere noi nel sopportare tanta prepotenza chi ne
parla? Chi ci pensa?
Subito ripenso alla “TOLLERANZA ZERO” letta poco
prima sulla locandina. Appare chiaro che con quel “noi”
il nostro concittadino intendesse parlare dei livornesi come
lui. Entro nel discorso e da li parte l’idea di fare
una “mini-indagine”.
LE
DOMANDE
“Cosa intendi per tolleranza
e cosa non tolleri più?”
Un’indagine che non vuole essere preso a campione o
a modello per alcun fine né strumentalizzazione ma
che, per il rispetto delle stesse persone e del loro pensiero,
merita attenzione. Un campione eterogeneo per età,
sesso e educazione di 136 persone che si sono prestate nell’anonimato
a rispondere cortesemente.
Riportiamo a seguito le risposte più frequenti e quelle
più articolate, oltre ad alcune che sono solo tutte
da ridere. Così si definisce comunque un piccolissimo
spaccato della nostra citta che sarebbe bello poter rendere
più attendibile. Delle 136, 28 persone non
hanno dato alcun tipo di risposta negativa.
1) LE MULTE
- quando c’è da fare le multe, vigili e ausiliari
ci sono sempre.
- sono un rappresentante e qualche mese fa ho preso 22 euro
di multa dagli ausiliari per un ritardo sul disco orario in
piazza del Municipio di 20’ dopo aver pagato ben 3 euro
per 2 ore di parcheggio. Se penso che non avevo parcheggiato
in via Grande per risparmiare 3,50 per la solita sosta e che
poi non ho neanche venduto...
- Le multe sul viale Italia? Io è tre anni che sto
a Nugola. A fine giornata... Scappo.
2) GLI ZINGARI
- non sopporto più gli zingari;
- ti vogliono lavare i vetri per forza;
- io evito certe strade e certi incroci per evitare la loro
prepotenza.
- Sono una donna e con le donne loro se ne approfittano; non
solo gli uomini, ma anche donne e bambini.
- A certi incroci i vigili non li incontri mai e quando passano...
Niente. A noi invece autovelox nascosti, controlli, multe.
Evidentemente questa non è più terra nostra.
- Ti spruzzano per forza quel saponaccio sui vetri. Non li
sopporto più.
- Dappertutto li incontri e dappertutto è un continuo
essere infastiditi.
3) LO SPORT
- Non tollero il Pisa in B.
- Ce l’ho con l’Inter.
- Tutte le tv e soprattutto Rai 3 che ha il tg sportivo della
Toscana boicotta sempre il Livorno Calcio.
4) LE TASSE
- Io sono un commerciante onesto e non sopporto più
di sentirmi messo tra la schiera degli evasori per forza.
- Ce l’ho con gli studi di settore. Pretendono di essere
oro colato. Vorrei sapere che credibilità avrebbero
riscosso quelle attività che si sono trovate a chiudere
perché non ce la facevano più ad andare avanti.
5) LA SOCIETA’
- Ce l’ho con l’euro. M’ha impoverito. Una
volta mettevo 10mila lire di gasolio (circa 5 euro); oggi
metto 10 euro (circa 20mila lire - 4 volte tanto) e mi sembra
di girarci meno.
- Non sopporto più tutti questi drogati.
- Più che non tollerare più, a me che sono anziana,
fa paura tutta questa delinquenza.
- Non sopporto più l’arroganza di tante persone.
- Non sopporto la prepotenza.
- La violenza è la cosa che mi fa più paura.
- Basta con gli extracomunitari. Sono troppi. E tanti non
in regola.
- Mi sento continuamente preso in giro. Mi spiego con un esempio:
prima la privacy; sembrava non si potesse più nemmeno
chiamare la gente per nome che la violavi. Mi chiedo: è
giusto invece mettere alla berlina chi non fa gli scontrini.
Per l’amor di Dio, è sbagliato. Ma passare la
gente per la pubblica gogna non è ancora più
vergognoso? Il cittadino oggi è martoriato e basta.
Tasse, affitti da capogiro. Oggi per comprare una casa normale
non ti basta mezzo miliardo.
- Non mi fa stare tranquilla questa nuova moda dei "punkabbestia"
6) LA CITTA’
- Bei mi’ spazzini di una volta; ma lo vedete ora quanto
è sporca la città?
- Non c’è una strada ammodo. In alcune vie ti
sembra di guidare sul ciottolato.
- Io con tutte queste buche ho sempre paura di cascare.
- Quando monti con la macchina su un tombino, sembra d’essere
in treno quando si passa sugli scambi.
7) LA VIOLENZA
- Basta con la violenza negli stadi.
- Tolleranza zero contro i pedofili.
- Io non sopporto più il degrado che regna in certe
zone della città. Avevano ragione i Farmacisti della
omunale di Piazza Grande.
- Vedo i giovani parecchio arroganti e prepotenti. Specie
quando guidano... offendano... Mi fanno paura e subisco. Una
volta c’era rispetto.
8) LA POLITICA
- Non sopporto più la guerra per forza e gli interessi
dei potenti.
- Ce l’ho coi politici. Tutti.
- Silviooo...
- Basta con Prodi. A casa.
- Berlusconi difende i ricchi e Prodi non difende noi poveri.
- Io sono incazzato perché da operaio non mi vedo più
rappresentato da una classe politica borghese.
9) LA TELEVISIONE
- Si può dire che Emilio Fede mi sta proprio... non
lo sopporto, dai.
- La tv è diseducativa. Ma come si fa a trasmettere
programmi dove per gioco si sfasciano auto nuove; dove si
fa sesso davanti le telecamere; dove la notte al posto delle
maghette di un tempo puoi chiamare in diretta per farti dedicare
il primo piano delle tette o di..... E’ una vergogna.
10) VARIE
- Tolleranza? A me tra tasse, bollette e cavoli vari m’assassinano
tutti i giorni.
- La tolleranza è una bella cosa... ma siamo sempre
i soliti a dover sopportare.
- Non sopporto più niente.
- Potessi me ne andrei dall’Italia.
Insomma... Se questo fosse uno spaccato rappresentativo della
città, ci sarebbe davvero da preoccuparsi.
Uno spaccato di vita comunque rimane. Questi pochi o tanti
cittadini, 108 su 136 hanno manifestato non tanto il loro
dissenso, quanto prima di tutto il loro disagio per una vita
quotidianamente sempre più difficile.
E il distinguo importante da fare è che quando contro
di loro si inaspriscono con modi poco tolleranti l’applicazione
di certe regole, questi replicano non con altrettanta intolleranza
ma piuttosto esternando il fastidio epidermico e lo sconforto
mentale per le troppe situazioni che non vanno loro a genio.
Vittimismo?
Di certo Livorno non è migliore o peggiore di tante
altre città: il tutto si colloca in un contesto di
insofferenza tutta italiana la cui responsabilità non
la si può generalizzare rimettendo semplicemente la
croce addosso una volta a Prodi e l’altra a Berlusconi.
Sicuramente sconcerto e panico lo abbiamo letto sulle facce
di questi livornesi.
Ci piacerebbe sapere da Francesco e Ferdinando de’ Medici
se dopo più di 400 anni l'avrebbero pensata così...
la loro Città Ideale.
|