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PICCOLE
VIOLENZE
Quando
a decidere è il Dio denaro di
Fabio Marcaccini
Il
fatto che tratteremo oggi, non è da prima pagina, ma
lo possiamo ritrovare nella vita di ogni giorno, in ognuno
di noi, quando da cittadini, ci sentiamo impotenti o rassegnati di
fronte a quell’evidenza, nel viverla a volte come ingiustizia,
ci fa sentire soli di fronte alle regole, anche soprattutto
quando non sarebbe intenzione trasgredirle, molto spesso anche
perché delle stesse regole e dei loro possibili mutamenti,
cono sciamo ben poco.
Il fatto riguarda un cittadino livornese che a gennaio
2007 si è ritrovato a dover pagare la “bellezza”
di 22,00 euro per aver “abusato” per ben 20’
del parcheggio privato gestito da ATL, posto proprio di fronte
al Municipio, oltre il periodo corrispondente ai 3,00 euro
preventivamente pagati. Viene da ridere a pensare che aveva
scelto proprio quel parcheggio perché più economico
rispetto al più prestigioso Parking che corre lungo
la via Grande e che rispetto ai 3,00 euro del primo, richiede
6,50 euri (plurale dovuto perché son davvero tanti!),
di gratta e sosta per lasciare la solita auto sempre incustodita
per il medesimo lasso di tempo.
Il nostro fantomatico Ugo Rossi,anziché Paolo, perché
lo vogliamo immaginare un po’ fantozziano, racconta
che è per lavoro che si era visto costretto a registrare
così tanto colpevole ritardo.
Immaginate la scena: il nostro Paolo Ugo Rossi nei Fantozzi,
scende con la collega per passare dalle due ore
e venti di lavoro, ad altro tempo che non si sa e trova anziché
la strisciolina che lo avverte di avere “sforato”
i tempi e di dovere e potere regolarizzare subito la differenza
presso gli uffici ATL in Largo Duomo, come capitato un paio
di volte qualche mese prima, trova una bella multa elevata
dagli ausiliari del traffico. Simpatici. Il nostro amico,
prende e parte. Chiede prima spiegazioni ad una gentilissima
vigilessa non ausiliaria. Questa segnala subito che sarà
difficile poter evitare la sanzione e che comunque non dipendendo
direttamente dal Comune, l’unica cosa da fare è
provare ad informarsi presso gli uffici competenti in Largo
Duomo.
.
“I soliti uffici che prima ti facevano sistemare il
‘fattaccio’ con un paio di euro di differenza...?”
Chiede incredulo Ugo. “Ma com’è possibile?”
La risposta della sempre più cortese vigilessa è
che “qualche mese prima, vista scaduta la convenzione
con gli ausiliari del traffico, questi non potevano più
elevare contravvenzioni, cosa che invece, con il rinnovo della
medesima, oggi è per loro di nuovo possibile.”
Riflessione: E’ vero che la Legge non ammette ignoranza,
ma ci chiediamo: un cittadino medio e normalissimo, come fa
ad essere davvero sempre informato su tutto? La vita non è
già abbastanza complicata?
Niente! Ugo dovrà pagare! Anche perché da Largo
Duomo è stato mandato agli uffici di via di Franco,
9, primo piano. Da questi all’ufficio U.P.R., sempre
in via di Franco. Tutti gentilissimi e comprensivi, una conversazione
dai toni pacati, quasi piacevole, ma che purtroppo il
nostro amico, doveva interrompere per tornare a lavorare,
anche per guadagnare quei 22,00 euro in più. Il tempo
è denaro! E ci chiediamo... Boia dé! Ma quanto
vale il tempo degli altri?
.
Una recente sentenza sembrerebbe aver sancito che i parcheggi
“blu”, quando nelle vicinanze non sono presenti
le alternative non a pagamento, non sarebbero proprio tanto
regolari. Effettivamente con una Costituzione che parla per
il Popolo e a favore del Popolo, ritenendo i cittadini tutti
uguali, la cosa ha un po’ dell’anticostituzionale.
Anche perché, visti i costi, comunque fa un distinguo
tra chi può e chi non può permettersi di parcheggiare
in centro.
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